Le danze di... Billy e Diyana Stampa

Questa è la storia di una integrazione riuscita, dell'accoglienza di uno straniero che diviene uno scambio prolifico fra due culture diverse.
Di fronte ad uno dei problemi epocali del nostro tempo qual'è quello dell'immigrazione, vogliamo raccontare una storia vera che -pur fra mille ostacoli - si è felicemente conclusa.
E desideriamo raccontarla per poterne cogliere quegli aspetti positivi che possono divenire – al di là delle ideologie e della retorica - l'esempio per altri percorsi di vita.
Il giorno della Prima a due ore dal suo debutto ne Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky, la sorella Dijana giunge imprevedibilmente a trovarlo, e gli racconta dei suoi sogni di divenire attrice e cantante, in un incontro-scontro segnato dall'incrociarsi di odio e amore, dall'esplodere di rivendicazioni sottaciute, gridate, infrante, improvvisamente seguite da teneri afflati d'amore.
Sul palcoscenico ci sono i costumi de Lo Schiaccianoci, e Dijana li indosserà ed utilizzerà per rievocare la loro storia, che scopriremo – senza che Dijana ne sia cosciente - essere analoga a quella scritta da Erst Hoffmann, dalla quale è tratto il balletto.
C'è una festa al campo per “comprare” la sposa - Dijana - che vive il tutto come un'incubo estraneo. Il padrino dello sposo porta in dono musicisti e danzatori zingari; e c'è un regalo speciale per la promessa sposa: uno strano ballerino – Billy - che esegue balli fuori della tradizione. Il promesso sposo per invidia fa violenza al ballerino, che viene poi curato nascostamente dalla promessa sposa. Qui comincia una scena tra realtà e sogno: dei topi-gagé invadono il campo per distruggerlo con un'azione punitiva, ma il ballerino aiutato dalla promessa sposa riesce a sconfiggere il Re dei topi ed a scacciarli. Il ballerino viene portato in trionfo e nel momento in cui gli chiedono cosa vuole per ricompensa, si rivela essere il fratello perduto della promessa sposa, e ne chiede ed ottiene la libertà da quel matrimonio che lei non aveva scelto.
In questo ritrovarsi e perdersi tra fratello e sorella emergono i temi della perenne diversità di essere Rom - zingari nello spirito e nella quotidianità -, dell'arcaica tensione del legame di sangue, della separatezza di aspettative e doveri fra uomo e donna nei codici della propria comunità, del possibile e conflittuale sogno di realizzarsi in una sempre nuova, e spesso più cinica, società. Ma appare anche quell'antica risorsa dell'Arte che fin dal suo sorgere in una regione dell'India, ha rappresentato per il popolo Rom una delle vie di salvezza e di comunicazione col mondo.

Protagonisti insieme a Dijana Pavlovic Dijana Pavlovic, Diego Conti e Roberto Lilla componenti della Performance Company.
Interpretano con personalità e vigore le coreografie di Donatella Cantagallo - Gabriele Palloni - Enzo Pardeo magistralmente sostenute dalla regia di Daniele Lamuraglia.


DATE SPETTACOLI:

8 Novembre 2010: Milano - Teatro San Fedele ore 21.00

24 Novembre 2010: Bologna -  ore 21.00

26 Novembre 2010: Bari  - ore 21.00